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1234, il papa “scippa” la fortezza di Miranda ai figli di Bartolomeo

Miranda, Terni. Nel 1234 fu acquistata dal Papa

Il 12 aprile del 1234 Offreduccio e Simone Signori di Miranda, cedevano gran parte dei loro beni al Barone, nuovo castellano. Era l’atto finale, la resa definitiva da parte dei figli di Bartolomeo da Miranda, ad un vero e proprio disegno persecutorio messo in atto nei loro confronti. Scontavano il fatto che il castello di Miranda era in una posizione strategica invidiabile, sorgendo in zona di confine ed in luogo naturalmente difeso.

Il tutto era cominciato quasi un anno prima, nel mese di luglio del 1233, quando il papa Gregorio IX che si trovava in quel periodo a Rieti emise ordine di incarcerare i signori di Miranda, accusati di eresia, di essere “violatori delle pubbliche vie”, falsari di Bolle Pontificie. Se non fosse bastato, li accusò anche di battere moneta falsa e di disobbedienza nei suoi confronti.

Sembra che non fosse proprio così, ma la sorte dei Signori di Miranda era a quel punto segnata. Non pose tanto tempo in mezzo il papa, il quale mandò i soldati e, dopo un breve assedio, il castello fu occupato per conto della Chiesa Romana.

Il papa, compassionevole, si lasciò intenerire per la sorte delle donne e dei bambini i quali non avevano colpe della sventatezza dei loro mariti e padri. Cosicché, magnanimamente, alla fine decise di comprarla la Rocca di Miranda. Offreduccio e Simone, anche a nome dei loro discendenti e congiunti: Ofredone, il chierico Rainaldo, Bonconte e Bartolomeo vendettero “volentieri” il castello al papa per ottomila libbre senesi. Ciò accadeva il 4 aprile 1234, a Terni, dove l’atto fu stipulato nella chiesa di Santa Maria, il duomo, davanti al consiglio generale cittadino, composto dal popolo di Terni. A rappresentare il papa fu Alatrino, Rettore del ducato di Spoleto, suddiacono e cappellano di Gregorio IX. Il giorno dopo, il 5 aprile, a Narni, le donne dei signori di Miranda – Maria, Presna, Matia e Fabressa – rinunciarono ad ogni loro diritto su Miranda. La stessa cosa fecero, due o tre giorni dopo anche altre donne della famiglia: Sofia, Maria, Diamante, e Altrude. Il 12 aprile 1234 infine, una buona parte dei beni di famiglia dei signori di Miranda fu assegnata al Barone, il nuovo castellano. Passarono così di mano: un campo ed una vigna a vocabolo Cave; un campo vocabolo Trivio, uno a La Quercia, vicino alla strada per il Porto di Marmore ed altre proprietà di terre a vocabolo Olmo, a vocabolo Valle, e un appezzamento davanti alla torre di Miranda. Ad Offreduccio e i suoi parenti rimanevano un paio di campi ed un paio di vigne.

Il papa era diventato , seppure per interposte persone, il proprietario del castello di Miranda e delle terre ad esso pertinenti.

Fonte Elia Rossi Passavanti, “Intermana dei Naharti”, ristampa anastatica a cura di Vincenzo Pirro, Lit. Stella Terni 2002

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