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1251: Terni di nuovo sotto la protezione della Chiesa, ma caro le costa

Terni nel medioevo

Il 23 luglio 1252 Terni diventò nuovamente un Comune della Chiesa, dopo che, una decina di anni prima, accogliendo con favore l’arrivo delle truppe di Federico II, era passata a far parte dell’Impero, instaurando un rapporto piuttosto stretto con l’imperatore il quale aveva nominato quali suoi rappresentanti i componenti della famiglia Camporeali.

Più volte le truppe imperiali erano transitate a Terni allora snodo viario di una certa importanza, sia per raggiungere il territorio dei monti d’Abruzzo, sia nel percorrere la Flaminia.

Il Papa, in una breve, accusò Terni di aver non solo abiurato la fedeltà alla Chiesa, ma di aver promosso azioni di guerra contro Narni ed altri castelli affermando già allora, nell’aprile del 1244, che non avrebbe più riammesso il comune ribelle nella comunità dei fedeli del Papastesso, a meno che prima i ternani non riparassero ai danni provocati.

Passarono da allora otto anni, finché appunto il 23 luglio 1252 Innocenzo IV annunciò il proprio perdono. Un gesto magnanimo, ma mica gratuito. Perché per tornare a far parte dei Comuni fedeli alla Chiesa fu stabilito che prima Terni pagasse una forte penale: diecimila libbre di danari senesi. Per darsi una regolata si tratta di più di tre tonnellate di monete d’argento. Una pena pesante, in ogni senso.

Ovviamente si ricorse al pagamento a rate: la prima rata di duemila libbre fu versata al cardinale di San Giorgio, Pietro Capocci,legato pontificio per l’Umbria e le Marche; tremila furono consegnate, tempo dopo, direttamente al papa, ed altre tremila al legato pontificio Giacomo Ostiario. Le restanti duemila vennero, bontà del Papa, condonate.

Fonte Elia Rossi Passavanti, “Intermana dei Naharti”, ristampa anastatica a cura di Vincenzo Pirro, Lit. Stella Terni 2002