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1533, Michelangelo Spada nominato dal papa Conte di Collescipoli

Papa Giulio III

L’11 febbraio 1553 Michelangelo Spada fu nominato Conte e “Signore della terra di Collescipoli” dal papa Giulio III suo protettore e grande estimatore. In origine Michelangelo Spada aveva per la verità avuto l’incarico di governatore e solo per anno, ma poi grazie prima ad un prestito di 2500 scudi d’oro e successivamente ad una regalia di cinquemila, il governatorato di Collescipoli divenne perpetuo con l’aggiunta del titolo nobiliare, per cui Michelangelo Spada potette fregiarsi del titolo di patrizio romano e conte di Collescipoli. Lo stesso Giulio III lo aveva nominato, in precedenza, feudatario del castello di Forano, nel reatino, un possedimento che gli Spada persero nel 1579.

Un bel passo avanti per il figlio di un notaio, Silvestro Spada, il quale non appena fu in età spedì Michelangelo a Roma per seguire gli studi di giurisprudenza. Nel contempo il giovane frequentava la curia romana dove conobbe ed entrò in sintonia con il cardinale Giovanni Maria Cecchi del Monte, che successivamente diventò papa Giulio III. Bene andò anche per il giovane Spada che fu nominato “coppiere e cameriere segreto del papa”. Aveva 28 anni. Da quel giorno la sua fortuna cambiò e con la sua pure quella della famiglia.

Il castello di Forano, quello di Collescipoli, i titoli di Conte e di Patrizio Romano fecero di lui un uomo molto potente. E fu in questo periodo che a Terni, dove aveva avuto in dono dal papa anche alcuni immobili di proprietà della curia romana, decise di costruire il palazzo di famiglia, il simulacro del primato acquisito dagli Spada sulle altre famiglie aristocratiche e tra i notabili ternani, Un palazzo che – precisò egli stesso – doveva essere  sempre aperto ad ospitare “patroni e benevoli”, e mezzo di propaganda in favore della sua convinzione politica – che sempre mostrò con determinazione ed orgoglio – di ferma opposizione alla controriforma e ai protestanti. Non a caso uno dei sette figli di Michelangelo morì nelle Fiandre, combattendo proprio contro i protestanti e non a caso il conte Spada chiamò un pittore fiammingo, Karel Van Mander ad affrescare il palazzo con scene esplicite che vanno dalla battaglia di Lepanto alla strage degli Ugonotti.
Vissuto quasi sempre a Roma, morì a Terni all’età di 63 anni.