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1554, arrivano i soldati spagnoli e Terni rinforza le difese

Il 26 giugno 1554 si gettarono le fondamenta delle mura cittadine di Terni nel tratto detto “dell’orto del convento di San Nicolao infra portas, ossia per quelle mura che collegavano la porta si San Giovanni a quella dei Tre Monumenti o Porta Spoletina. Fu una cerimonia celebrata con grande solennità:  intervennero il Magistrato,

1554
Il tratto di mura costruito nel 1554 (in arancione) tra porta S.Giovanni e Porta Spoletina. In azzurro S.Cleto, in rosso S.Nicolò infra portas (Mortier, mappa di Terni, 1637 (part.)

ossia il rappresentante del governo papale, e altri personaggi che ricoprivano varie cariche ecclesiastiche. Prima della cerimonia con cui si dette inizio della costruzione del muro, tutti assistettero alla messa del Santo Spirito, celebrata nella vicina chiesa di San Cleto.  Sotto le prime pietre furono gettate alcune monete allo scopo di testimoniare l’epoca della costruzione. Le mura furono costruite con lavoro volontario da parte dei cittadini mentre il denaro per l’acquisto dei materiali occorrenti fu assicurato dalla Venerabile Confraternita di San Nicandro che s’impegnò a versare 100 scudi l’anno per cinque anni.

La realizzazione di quel nuovo tratto di mura faceva parte di una intensa opera di fortificazione della città che era iniziata già nel 1552, quando, nel mese di agosto, il Consiglio Generale ordinò proprio che la città fosse fortificata in tutti i punti, e consigliò di approntare e tener pronto alla bisogna, mateiale adatto a costruire barricate anche nel centro cittadino, che si scavassero trincee e che si mettessero inferriate gli sbocchi dei canali lungo la cinta muraria. Erano stati nominati tre prefetti che seguissero i lavori, nelle persone di Marcantonio Castelli, Ettore Nunziangeli e Carlo Mansueti, che furono eletti dal consiglio generale, organismo che costituiva una specie di senato cittadino, essendo esso composto da quindici membri di età superiore ai 25 anni.

Il capitano Cesare Barbarasa aveva fatto arrivare da Roma trecento lance e duecento archibugi e aveva accompagnato a Terni un fonditore di cannoni, mentre ad altri due capitani, Marcantonio Manassei e Giulio Cittadini,  (i capitani avevano la responsabilità della sicurezza) furono inviati a recuperare pezzi di cannoni che Terni aveva prestato 25 anni prima al principe d’Orleans per l’assedio di Spello.

Fonte:

Lodovico Silvestri, “Collezione di memorie storiche tratte dai protocolli delle antiche riformanze della città di Terni dal 1387 al 1816“. Ristampa a cura di Ermanno Ciocca. Terni 1977, Ed. Thyrus.

Elia Rossi Passavanti, “Terni nell’età moderna”, ristampa anastatica a cura di Vincenzo Pirro, Lit. Stella Terni 2002