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1561, concesso ai collescipolani di macinare il grano a Terni ma solo al molino di Porta Romana

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Collescipoli

Messa da parte la rivalità con i collescipolani dopo una delle periodiche liti, il Comune di Terni concesse che dal 1. gennaio 1561 anche gli abitanti di Collescipoli potevano tornare a servirsi dei molini di Terni per macinare il loro grano. Non in tutti i molini, però, ma solo in quello di porta Romana di cui il Municipio di Terni era proprietario in società con Antonio Rustici, erede di Marcantonio Rustici patrizio ternano.

Per sollevare da ogni responsabilità Rustici, anzi, il Comune prese in affitto in 50 per cento che era di proprietà del patrizio tenano.

Di lì a poco ci si rese comunque conto che le due mole esistenti al molino di PortaRomana non erano sufficienti a causa dell’aumento del grano macinato e perciò si stabilì che fosse messa in opera una terza mole che fu costruita in un locale attiguo, a fianco alla mola per l’olio che lì era un finzione.

Fonte: Lodovico Silvestri, “Antiche riformanze della Città di Terni”, A cura di Ermanno Ciocca- Ed. Thyrus, Terni, 1977