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1575, il castello di Papigno diventa di nuovo feudo di Terni

Papigno

Per rendere solenne e definitivo il possesso del castello di Papigno, il Consiglio dei Pacifici di Terni scelse il giorno “della solennità di San Francesco”, il 4 ottobre. L’anno era il 1575.

La vicenda aveva avuto inizio un paio di anni prima, quando i papignesi, stanchi delle continue scorribande di ternani più o meno facinorosi, avevano avanzato più volte proteste appellandosi al Governatore papale. Il quale intervenne fino a che il Senato cittadino di Terni non emanò una propria disposizione che vietava scorrerie e prevedeva pesanti pene pecuniarie per i trasgressori. Un divieto che, per la verità, non sortì effetti concreti. Il governo pontificio decise di mettere in atto un’azione pacificatrice. I papignesi, dal canto loro, si decisero a chiedere di riunirsi con Terni e di prestare la “dovuta obbedienza alla feudataria città”: l’importante era che cessassero i danneggiamenti e le aggressioni. E così fu. Nel febbraio del 1574 papa Gregorio XIII approvò la richiesta degli abitanti di Papigno che tornò ad essere feudo della città di Terni.

Nel settembre del 1575 il Consiglio dei Pacifici dispose che, in segno del ritrovato possesso, venisse apposto lo stemma della città sulla porta di Papigno o comunque in luogo pubblico dell’abitato. Cosa avvenuta, per la verità, anche alcuni anni prima in occasione di un breve periodo di riappacificazione dopo le tante scaramucce.

E nel giorno dedicato a San Francesco si procedette. A Papigno si dettero convegno il Governatore, il cancelliere, il Notaro della corte di Giustizia, il podestà di Papigno ser Natilio Busone e per il Municipio ternano Giulio Castelli e Giovan Battista Spada ed “ivi havendo prima ascoltata la Messa derono ordine e comisero che detta arme si conducesse dentro detto castello ed venuti molti homini di Papigna con le cose necessarie quella condussero entro la Porta et poi sotto le mura di esso, et essendo per mastro Mihele muratore menato a questo effetto alquanto smurato et sbusciato il muro del turrione contiguo alla Porta fu lì messa affissa et murata detta Arme, presenti molti homini di Papigno, et alcuni de Massari accettando volentieri detta Arme et ringratiandone molto li detti Mag.ci SS.si Priori”

FONTE

Lodovico Silvestri, “Antiche Riformanze della città di Terni”, a cura di Ermanno Ciocca. Ed Thyrus.

Fonte: Elia Rossi Passavanti, “Terni nell’età moderna”, ristampa anastatica a cura di Vincenzo Pirro, Lit. Stella Terni 2002

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