1771, a Terni l’olio d’oliva scarseggia: il Comune interviene

Il 3 novembre 1771, grazie all’impegno del governo comunale di Terni, le “pizzicherie” della città potettero essere tutte rifornite di olio d’oliva. Quell’annata 1771 non era stata delle migliori e l’olio prodotto era assolutamente insufficiente ai bisogno della popolazione. Il problema fu però che il prezzo era molto lievitato e una soma di olio (un po’ più di duecento litri) costava 28 scudi. Il Comune aveva fissato anche il prezzo di vendita al minuto in otto baiocchi per ogni foglietta) mezzo litro), il che avrebbe portato al rivenditore un guadagno di 4 scudi su ogni soma d’olio venduta. Un margine insufficiente, si disse. I pizzicagnoli ternani ottennero perciò un lieve ritocco al prezzo: invece che ad otto baiocchi, mezzo litro di olio poteva vendersi a 8 baiocchi e 4 quattrini. Il che significava un guadagno finale di 7 scudi abbondanti.

nome pezzo 1771
Canali, molini e uliveti fuori le mura di Terni

Il Comune, comunque deliberò di acquistare con soldi pubblici altre quantità di olio da immettere sul mercato cittadino per contenere i prezzi, nel caso se ne presentasse la necessità.

NOTA. Un baiocco era diviso in 5 quattrini. 100 baiocchi facevano uno scudo che era una moneta d’oro del peso di circa 3,3 grammi.

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Fonte: Lodovico Silvestri, “Collezione di memorie storiche tratte dai protocolli delle antiche riformanze della città di Terni dal 1387 al 1816″. Ristampa a cura di Ermanno Ciocca. Terni 1977, Ed. Thyrus.

 

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