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1855, la polizia pontificia arresta Federico Fratini

Federico Fratini

“Il 23 febbraio 1855 abbiamo arrestato Federico Fratini di Terni, resosi pofugo dallo Stato Pontificio”. Il dispaccio inviato dal governatore di Perugia alla polizia pontificia a Roma era stringato. “Ricovrandosi in Genova – continuana la segnalazione – perché rubricato nella procedura di ritenzione di scritti istruttivi e relativi a società segreta per distribuirsi fra’ soci assunta in Pesaro contro i correi presenti in carcere Angelo Chiassi e Filippo Angeli”.

Fratini fu intercettato in Umbria, dov’era rientrato er organizzare le fila degli oppositori  dello Stato Pontificio. Spiegava il dispaccio: “Perché di nuovo nello Stato Pontificio sotto mentito nome andava percorrendo le provincie di Spoleto, Rieti, Viterbo e Perugia, ove viene imputato di avedr istitutio Comitati insurrezionali e sparse massime settarie. Nella notte del 23 febbraio 1855 cadde in potere della Fiustizia”.

Fratini, fu sibito trasferito a Roma e imprigionato nelle “Carceri Nuove”.

Federico Fratini (1828-1887) patriota ternano, seguace di Mazzini, prese parte giovanissimo alla difesa di Roma del 1849. Fu commisario per l'insurrezione in Umbria. Oltre all'esilio, scontò 13 anni di di prigionia nelle carceri di Roma e nel forte di Paliano. Dopo l'unità d'Italia fu consigliere comunale a Terni