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1957, per l’ “Asiatica” le scuole restano chiuse in tutta la Provincia di Terni

"Asiatica"

L’epidemia, nel 1957, era dovuta alla “Asiatica”.   Anche allora arrivava dall’Estremo Oriente, provocata da un virus che fu chiamato A/Singapore/1/57. In Italia, dissero che colpì il 57% della popolazione, 27 milioni di persone, con trentamila morti. I primi casi si erano verificati ad agosto, a Napoli, ma ben presto l’epidemia toccò tutta la penisola.

A Terni il 27 settembre il Prefetto, Girolamo Speciale, convocò il Provveditore agli Studi ed il Medico provinciale. Il 1. ottobre avrebbero dovuto riaprire le scuole: si poteva fare o era consigliabile un rinvio? I sanitari sostennero, riferiva il Messaggero nella pagina di Terni, che la situazione non era allarmante perché “la forma morbosa è benigna seppur estremamente diffusibile”. I dati parlavano chiaro: le denunce presentate all’Ufficio sanitario provinciale erano circa tremila, duemila delle quali provenivano dalle collettività. C’era però da considerare che non tutti i casi erano stati probabilmente denunciati. Il dato notevole da prendere in considerazione era che la diffusione maggiore si registrava nelle collettività, e quale tipo di collettività era più numerosa e diffusa della scuola.

Fu per questo che fu deciso che le scuole di ogni ordine e grado in provincia di Terni non avrebbero riaperto il 1. ottobre, ma il 18 ottobre. Nel frattempo i Comuni avrebbero provveduto ad “una efficace e radicale disinfezione di tutti gli ambienti scolastici.

Il Comune di Terni, per parte sua, si preoccupò di far conoscere alla popolazione “alcuine misure di profilassi da tutti attuabii”. Erano le seguenri:

  • evitare i locali pubblici chiusi e gli affollamenti in genere (cinematografi, sale da ballo, circoli e mezzi di trasporto collettivi);
  • evitare i raffreddamenti  passando da luoghi chiusi e surriscaldati a luoghi aperti, da zone assolate a ombrose, oppure di sostare a lungo sulle vie o sulle piazze;
  • curare particolarmente la salute dei bambini e dei vecchi sottoponendoli in particolar modo ad alimentazione sana e igienica;
  • tenere i propri bambini sotto scrupolosa sorveglianza, possibilmente in casa.