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1964, candidati alle elezioni s’azzuffano per la Ternana

Giornata di elezioni il 22 novembre 1964. Si votava per il rinnovo dei consigli comunali e provinciali. Si aspettavano con un certo interesse il risultato perché in quegli anni s’era costituito il governo di centrosinistra e già alle politiche del ’63 c’erano stati “travasi” di voti, specie nello schieramento di sinistra.  Quella domenica nonostante si andasse verso la fine di novembre fu registrato un clima favorevole: sole tutto il giorno, temperatura mite. Alle 22, quando si chiusero i seggi, le percentuali di votanti erano alte dappertutto: a Terni aveva votato il 79% degli aventi diritto e c’era ancora il lunedì mattina, perché ai tempi si votava in due giornate, o meglio, dalle 7 della domenica fino alle 14 del lunedì. Dopo di che si procedeva allo spoglio e i risultati si leggevano sui giornali del mercoledì.

La giornata politica era importante, ma a Terni c’era anche un’altra faccenda a destare interesse: la Ternana , prima in classifica nel girone B della serie C, giocava contro il Forlì ed aveva l’occasione, vincendo, di staccare le quattro squadre toscane che l’inseguivano a un punto. Pareggiarono tutti e a Terni finì zero a zero.

Ma in una giornata in cui nessun incidente s’era registrato ai seggi, a Terni i quotidiani nazionali segnalarono tafferugli dopo la partita. Una cazzottata bella e buona, che era scoppiata tra tifosi rossoverdi: tra chi criticava l’operato della società calcistica e chi, invece – anche in considerazione del fatto che la squadra era in vetta alla classifica- lo difendeva. Un parapiglia generale ed alla fine in quattro dovettero ricorrere alle cure del pronto soccorso: si trattava di Alessandro Venuti, di 34 anni; Giovanni Bosco di 22; Alarico Gigli, 48 anni; Aristide Proietti 42 anni. Due di loro erano, tra parentesi, candidati alle comunali.

ternana calcio
Primo Germano, Franco Nicolini, e Romano Sciarretta portacolori

della Ternana nel 1964-65

Per la cronaca quelle elezioni amministrative, a Terni,  videro poi il successo del Partito Comunista che  conquistava, alle comunali,  tre seggi in più rispetto alle elezioni del 1960 (da 16 a 19 consiglieri), mentre 1 seggio andava al Psiup. Il Partito socialista perse tre consiglieri. Alle provinciali, il Pci guadagnava due seggi, uno lo conquistava il Psiup e tre ne perdeva il Psi.