Motomondiale ad Assen, 57 anni fa vinse Remo Venturi

Tra gli olandesi è ancora popolarissimo per quella vittoria ottenuta il 25 giugno del 1960 sul circuito di Assen. Remo venturi, pilota italiano (era campione d’Italia della classe 500) umbro e _ soprattutto _ spoletino tagliava per primo il traguardo di un gran premio valido per il campionato del Mondo della classe regina, la “500”. Fu un anno d’oro, quello, per Venturi, ma fatto di tanti secondi posti. D’altra parte lui lo sapeva in partenza: la MV Agusta lo aveva preso in squadra perché conosceva le sue qualità (con la MV aveva vinto parecchio) ma in quel 1960 il pilota di punta era John Surtees. L’inglese era già pluricampione del mondo avendo vinto, prima del 1960, tre titoli mondiali in “500” e due nelle “350”, Quell’anno lo scopo era ottenere la “doppietta” ed altri due titoli mondiali, mente già strizzava l’occhio, Surtees, all’automobilismo ed anzi aveva già avuto abboccamenti con varie scuderie di Formula Uno.

Probabilmente quello era l’ultimo anno su due ruote per lui e voleva chiudere in bellezza. Era lui il numero uno assoluto dello squadrone italiano dell’MV, che poteva contare su una moto che sembrava imbattibile, e lo fu. E a fianco Surtees c’erano due italiani; lui, Remo Venturi, ed Emilio Mendogni.

Venturi doveva guardare le spalle a Surtees ed in effetti per tutto il campionato subito dopo l’inglese, nelle gare delle 500, passava lui. Ad Assen però andò diversamente. Surtees partì come una schioppettata e andò subito in testa seguito da Venturi, il quale dopo pochi giri, transitò per primo davanti al traguardo. Surtees, rimasto attardato per noie al motore, inseguiva con tenacia, rischiando forse più del dovuto se ad una curva cadde e fu costretto a ricorrere alle cure in ospedale.

Venturi poteva fregiarsi della corona d’alloro sul gradino pià alto del podio di Assen, davanti a centomila persone che s’assiepavano attorno  al circuito quel giorno.

Ed ancora se lo ricordano, anche se sono passati 57 anni da quel giorno e Venturi nel frattempo si è concesso anche un’altra soddisfazione: il 21 aprile scorso ha tagliato un altro traguardo importante, quello dei novant’anni.

 

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