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La Mille Miglia di Borzacchini: colpi di scena e grande rimonta

9-10 aprile 1932

A Firenze Piero Ghersi che al primo controllo orario di Bologna era transitato tra i primi, sbandò e finì contro un albero. Nuvolari che, transitò subito dopo, vedendo la macchina incidentata di Ghersi rallentò e si girò a guardare.

I protagonisti

Distrazione fatale, perché la sua Alfa Romeo ebbe uno scarto a sinistra e s’infranse a sua volta contro un platano che costeggiava la strada. Finì così per “Nivola” la Mille Miglia del 1932, quella che salutò vincitore a Brescia colui che forse fu l’amico più stretto del mantovano volante, Baconin Borzacchini.

La Mercedes guidata da Broschek

Per come stavano andando le cose, in verità, nessuno avrebbe scommesso un soldo sulla vittoria del corridore automobilistico ternano. A Firenze, infatti, dopo due ore e mezza di gara, Borzacchini era in forte ritardo. In testa era passato il tedesco Caracciola, che guidava un’Alfa Romeo, con quattro muniti di vantaggio su Campari, sei minuti su Siena, (tutti su Alfa), sette su Broschek il tedesco che era al volante  della poderosa Mercedes di sette litri di cilindrata.

A Firenze si ritirò pure Varzi. La causa fu un buco nel serbatoio della benzina. Lo stesso Borzacchini aveva avuto le sue difficoltà: “Il motore schizzava olio da tutte le parti – dirà dopo la vittoria – e mi ero fermato, poi però cominciò a girare regolare e cercando di rispettare la vettura sono arrivato fino a Roma, poi ho provato a forzare. Sono andato all’attacco. La macchina ha risposto brillantemente ed è andata bene”.

Già, Borzacchini quella Mille Miglia del 1932, l’edizione dei record (sulla distanza si impiegò un’ora in meno rispetto all’edizione del 1931, la vinse praticamente sulle strade di casa: tra Roma, Terni e Perugia, quando sferrò l’attacco veemente.

A Roma, infatti, era ancora primo Caracciola. Borzacchini era sesto staccato di 18 minuti. Il controllo successivo era quello di Terni. Borzacchini giocò il tutto per tutto. A Terni aveva recuperato due posizioni , e soprattutto aveva praticamente dimezzato il ritardo da Caracciola, il quale era tallonato da Siena e Campari. Eugenio Siena, di Campari era il cugino, ed era stato il fido meccanico del pilota milanese. A quella Mille Milglia del ’32 era in corsa con un’Alfa Romeo della scuderia Ferrari e stava dando la paga al più esperto (e più maturo) cugino.

Borzacchini a Terni passò quarto a 10 minuti. A Perugia primo era Eugenio Siena, Caracciola, che aveva subito un danno ad un cuscinetto del cambio era sceso al terzo posto, Borzacchini inseguiva a poco più di sei minuti dal leader. Nuovo cambiamento a Macerata: primo Campari, secondo Borzacchini a meno di due minuti, terzo Siena, a 4 e 40.

Mille Miglia
Giuseppe Campari

Ma i colpi di scena non erano finiti.  Ad Ancona Borzacchini passò in testa con pochi secondi di vantaggio su Campari e poco più di un minuto su Siena. Ma all’uscita da Ancona e poco prima del controllo di Falconara, finì la Mille Miglia di Campari. Il corridore milanese decise di rimettersi gli occhiali che sì era tolto in precedenza. Per compiere l’operazione chiese al meccanico Sozzi che sedeva al suo fianco di tenere il volante. Fu un attimo. Andarono fuori strada. Campari a Falconara ci arrivò, sì, ma in taxi e smoccolando di brutto nei confronti del meccanico che, per sottrarsi all’ira del campione, se l’era svignata. Davanti, intanto, Borzacchini si giocava il tutto per tutto e affondava sull’acceleratore. A Bologna transitò con 10 minuti e mezzo di vantaggio sul secondo, Rudy Caracciola. Siena era terzo a più di 14 minuti, Trossi quarto a 17 minuti e mezzo.

Dopo il secondo passaggio a Bologna (il primo c’era stato in mattinata mentre le vetture in gara dirigevano verso Firenze), il percorso di gara deviava alla volta di Padova, Treviso, Vicenza, Verona per giungere al traguardo di Brescia. Da Bologna i chilometri da percorrere erano ancora parecchi, ma si trattava di percorrere una serie di lunghi rettilinei spingendo a fondo su pedale del gas. Il vantaggio di Borzacchini era ormai consistente e consolidato. Perché la vittoria fosse sua serviva solo che il motore reggesse. E resse. Non fu così per Siena e Caracciola che dovettero ritirarsi.

®Riproduzione riservata

La classifica finale

Il percorso della mille miglia 1932
Il percorso
 1) Borzacchini-Bignami (Alfa Romeo)
 in ore 14.55’19” 2/5 (media Km. 109,884)

2)Trossi-Brivio (A. Romeo) 15,10’59” 1/5
3)Scarfiotti-D’Ippolito (A.Romeo) 15.44’41” 3/5
4)Minoia Ballestrieri (A. Romeo) 16.54’37” 2/5