Il campione torna a casa: festa grande per Liberati

campione

 

2 settembre 1957

“Raramente Terni ha vissuto una giornata così intensa… E’ stata una calorosa manifestazione di esultanza popolare, una manifestazione di alto significato umano prima che sportivo, vissuta da tutta la popolazione a qualunque strato sociale appartenga”. Cosi Il Messaggero apriva il resoconto dell’avvenimento: Libero Liberati tornava a Terni dopo aver conquistato, con la sua Gilera, il titolo mondiale di motociclismo della classe 500, la classe “regina”, imponendosi anche nell’ultima prova di campionato, quella disputatasi a Monza il 1. settembre 1957. Sessant’anni fa.

Liberati campione festeggiato a Terni
La folla per Liberati in piazza del Popolo: un mare di ombrelli a causa della pioggia battente

E la sera dopo, il 2 settembre, Liberati tornava nella sua città. Arrivò in serata, ma già una folla di tifosi dalle 4 del pomeriggio lo aspettava per incontrarlo lungo la strada, prima che arrivasse in  città. A Villa Spadoni e San Carlo. Proprio là dove quasi cent’anni prima s’erano recati i patrioti ternani per farsi incontro alle truppe dell’esercito piemontese, che liberavano anche Terni dal dominio del papa re.
L’avvenimento di quella sera del 2 settembre 1957, per la storia d’Italia non aveva la stessa portata. Ma per Terni in quel momento sì. Liberati incarnava lo spirito e la volontà di un’intera città di riscattarsi, di rialzare la testa, rimboccarsi le maniche e rinascere, dopo le distruzione della guerra, la tempesta dei licenziamenti, le barricate in difesa del posto di lavoro. Era uno di loro Liberati. Era partito dalle acciaierie, come la gran parte di chi lo aspettava e poi affollò piazza del Popolo (allora si chiamava così quella che oggi è piazza della Repubblica) per tributargli il trionfo che era suo, sì, ma anche di tutti loro. Poi era cresciuto da quando aveva preso in mano una motocicletta. L’impegno, la costanza, la tenacia l’avevano portato a salire sul tetto del mondo del motociclismo e perciò della tecnica, del lavoro italiano, della modernità: la strada che Terni – allora – era tesa a per seguire. “A nessuno è sfuggita – ancora il Messaggero di sessant’anni fa – l’enorme importanza di questa conquista che accomuna corridore tecnici, operai”.

Liberati campione festeggiato a Terni
Liberati tra il sindaco Emilio Secci e  AldoCoccetta, l’amico di una vita, al balcone del municipio

Ed eccoli lì quegli operai, con l’ombrello aperto ad assieparsi e riempire la piazza. Dove l’automobile su cui viaggiava Liberati giunse preceduta da un corteo di motociclisti che avevano fatto da battistrada da Villa Spadoni fino al centro di Terni: Borgo Bovio, viale Brin, piazza Valnerina, piazza Tacito, Corso Tacito. Dovunque due ali di folla, con l’ombrello, per salutare il campione.

Ed in piazza l’assalto. Tutti volevano toccarlo, dirgli “Bravo Libbero, daje…”. Dovette difendersi, Liberati, da un abbraccio tanto focoso. E guadagnare le scale del palazzo municipale. C’era il sindaco Emilio Secci ad aspettarlo. Poi l’uscita sul balcone e il tripudio. Aveva le lacrime agli occhi, Liberati: non era solo la pioggia sempre più fitta a bagnarli le guance. Scende la pioggia ma che fa… Il sindaco prese la parola: “Le porto l’elogio della cittadinanza ternana al concittadino valoroso che è riuscito a cogliere un alloro mondiale tenendo alti i colori dello sport e dell’industria italiana e facendo svettare la bandiera di questa operosa città che per merito suo era sulla bocca di tutti gli sportivi”,  disse Secci. Liberati ringraziò e riuscì solo a dichiarare la propria sorpresa per una festa che non si aspettava così grande.

Ma lui era “Liberati il ternano volante campione del mondo”, come titolarono i giornali nel raccontare la fantastica galoppata di Monza che gli dette la certezza matematica del titolo iridato.

Le foto, che mostrano i segni del tempo,
sono tratte dal Messaggero 
del 4 settembre 1957, Cronaca di Terni.

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