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Miranda comprata dal Comune di Terni per tremila ducati

Miranda e il suo castello, il 14 maggio 1453, diventarono a tutti gli effetti proprietà del Comune di Terni, il cui Magistrato ne prese possesso materiale, recandosi sul posto insieme ad alti funzionari municipali e ad alcuni rappresentanti del popolo.

Si chiudeva con questo atto formale un iter cui s’era dato avvio sei anni prima, da quando – cioè – nel mese di aprile del 1447 Giovanni Mazzancolli, che esercitava l’avvocatura a Roma, segnalò al Municipio che “era giunto il tempo opportuno per poter trattare o concludere il già ambito acquisto del Castello di Miranda e del suo territorio”, così come scrive Lodovico Silvestri nella sua “Collezione di memorie storiche”.

Un castello ambito dai ternani col Senato cittadino che si dimostrò subito interessato, volendo espandere il territorio ternano, in ciò “favoreggiato dal concorde desiderio di tutti i cittadini e popolo ternani”.

Il Castello di Miranda era stato concesso fin dal 1313 dal papa Clemente V quale prebenda ad Arnaldo vescovo di Sabina. Dopo una riunione convocata all’uopo il senato cittadino dette incarico a Giovanni Mazzancolli dii condurre la trattativa. Che fu lunga e che si concluse con la decisione positiva della Camera Apostolica la quale concedeva Miranda a Terni, in cambio di tremila ducati d’oro. Duemila dei quali furono presi in prestito da un “sovventore di Roma”, mentre per procurare gli altri mille si ricorse ad una tassa  di 50 ducati per ciascuno dei commercianti ebrei “che traevano lucrosi profitti dalla nostra piazza”.

®Riproduzione riservata

 

Per saperne di più:

Lodovico Silvestri, “Collezione di memorie storiche tratte dai protocolli delle antiche riformanze della città di Terni dal 1387 al 1816″. Ristampa a cura di Ermanno Ciocca. Terni 1977, Ed. Thyrus.

Francesco Angeloni, “Storia di Terni”. Ristampa a cura di Vincenzo Pirro. Ed.Thyrus

 

Nel raffronto le circostanze riferite dai due storici non sempre collimano. Silvestri, anzi, polemizza con Angeloni.