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Miranda, il figlio muore e lui ammazza il medico

Miranda, 8 agosto 1877

Vincenzo De Dominicis, medico condotto di Miranda, una frazione di Terni, fu assassinato con un colpo di fucile mentre tornava a casa. Ferito gravemente fu inutile ogni soccorso e morì tre ore dopo.

Un “giallo”? Non proprio. Perché non ci volle molto ad accusare dell’omicidio un ricco contadino della zona, Carlo Marcucci. Il movente? Riteneva De Dominicis responsabile della morte del figlioletto di 14 mesi. Quando il piccolo ai primi di luglio del 1877 si aggravò, Marcucci si appellò al medico: “Metticela tutta e salvalo, Ti darò duemila lire di premio se lo guarisci. Ma se il bambino muore io ti uccido”. Il bambino in effetti morì pochi giorni dopo, il 19 luglio 1877.

Secondo l’accusa era stato lui, Marcucci – quindi – a sparare al dottor De Dominicis mentre percorreva una strada vicino Miranda sparandogli un colpo di fucile da dietro un cespuglio. A rendere più consistente l’accusa – che era di omicidio premeditato e agguato – il comportamento del Marcucci, il quale sparì dandosi alla latitanza. Fu arrestato alcuni mesi dopo, mentre – disse lui – stava andando a costituirsi. Negò tutto e si disse in condizione di produrre un alibi,

mirandaUn anno dopo, l’11 luglio 1878, al processo in corte d’assise a Spoleto un testimone – uno dei primi soccorritori del De Dominicis – raccontò che, ricordando le minacce, il medico era piuttosto preoccupato, e specificò pure che, quando era a terra ferito mortalmente, fece in tempo a dire che era Marcucci colui che gli aveva sparato. Lo aveva riconosciuto mentre fuggiva.

Davanti al giudici Marcucci confessò: sì, era stato lui a sparare.  Quel giorno – raccontò – era andato a caccia nei boschi vicino Miranda.Tornando a casa incontrò il medico e – “preso da una forza irresistibile” – gli aveva sparato. Un comportamento che escludeva l’aggravante della premeditazione.

I giudici gli credettero e, mentre il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a dieci anni di reclusione, loro sentenziarono cinque anni di carcere e 25 mila lire di risarcimento danni alla moglie del medico costituitasi parte civile.

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