Rino Gaetano, la formazione nelle scuole cattoliche narnesi…e poi il cielo sempre più blu

STORIA E MEMORIA

di SERGIO BELLEZZA

Storia e memoria rubriche fonderia calvi VELIVOLO

Terni, ottobre 2014, sciopero generale in difesa dell’Acciaieria. L’imponente manifestazione, ascoltati sindacalisti ed amministratori, si scioglieva pacificamente sulle note di “Un cielo sempre più blu”.

Scelta opportuna; quel pezzo di Rino Gaetano, cantato dall’autore con voce roca e aggressiva, esprimeva la rabbia dei tanti operai e di una intera città; le sue note testimoniavano la resilienza della comunità ternana e allo stesso tempo la speranza per tante famiglie di un futuro sereno.

Insieme a “Berta filava”, “Mio fratello è figlio unico” e “Gianna” costituiva forse il brano di maggior successo del cantautore calabrese, che nella sua breve esistenza ha saputo produrre tanta buona musica, molto più apprezzata oggi, di quando l’autore era in vita.

Salvatore Antonio Gaetano, questo il suo vero nome, era nato a Crotone il 29 ottobre del 1950 da famiglia poco abbiente: il padre faceva il fornaio e la madre rammendava calze. Dieci anni più tardi il trasferimento in cerca di fortuna a Roma , nel quartiere di Monte Sacro, dove Rino, bambino vivace e intuitivo, completava le elementari.

Negli anni ’60 l’ingresso in collegio a Narni, dove avrebbe continuato a studiare e sgravato i suoi di una bocca da sfamare. Nella città del Gattamelata avrebbe frequentato a S. Girolamo la scuola apostolica “Piccola opera del Sacro Cuore di Gesù”. Dopo la scuola media s’iscriveva a Ragioneria presso l’ex-seminario di S. Francesco.

La sua presenza non passava inosservata; padre Simeoni lo ricorda come un giovane il quale “[…] non è che disprezzasse lo studio, però aveva dei grandi momenti di assenza […] sempre mentalmente occupato […] un ragazzo molto sognante […]”. Tornato a Roma, si dava alla musica e costituiva un gruppo musicale. Suonava il basso e aveva come idoli cantanti italiani, quali De Andrè e Celentano, star internazionali come i Beatles e Bob Dylan. Prese poi a frequentare Venditti e De Gregori, che dimostrarono di non apprezzarne il forte senso dell’ironia, la critica ricorrente, il suo modo di cantare. Cominciò infine a scrivere canzoni e a cogliere i primi successi, in particolare con “I love you Maryanna”, dedicata a quanto si diceva all’eroina di Salgari; a detta della sorella, alla nonna, cui era e rimase sempre legato,.

Rino Gaetano si considerava più un autore, che un cantante. Al momento d’incidere il suo primo album, confidò al procuratore i dubbi sulle proprie qualità canore, suggerendogli di far cantare ad altri i suoi brani .

Di fatto non era particolarmente intonato, tanto che ai tempi delle medie, a Narni, fu sempre escluso dal coro del seminario. Ma in effetti il suo modo di cantare, una voce aggressiva e grintosa, volutamente grezza lo rendevano originale e conferivano forza e intensità alle sue canzoni, fatte di pochi accordi, che evocavano immagini vivaci e allegorie scanzonate. Forza e intensità che ne rendevano unico l’autore e sono state alla base del suo successo. Raccolgono il consenso della critica e appartengono alla storia della musica italiana. Successi che da tempo ci accompagnano nella vita quotidiana, come nel lontano 2014 “Un cielo sempre più blu”.

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