San Rocco, un drappo e la voglia di riscoprire una festa in amicizia

La messa delle grandi occasioni, con tre officianti. Nella piccola chiesa di San Rocco, c’entravano giusto loro, e così si è optato per una celebrazione all’aperto. La chiesetta si trova lungo la strada per Stroncone, sulla sinistra. Piccola, ma antica, visto che i documenti spiegano che nel 1559 il capitolo della cattedrale di Terni per concedere la sepoltura in Duomo alla famiglia Jacoboni volle in cambio che si edificasse una chiesetta da intitolare a “San Roccho” (con l’acca), proprio lì, nel punto in cui ancor oggi essa si trova. E insieme alla chiesa ci voleva pure un terreno che permettesse alla cappellania di vivere del suo. L’accordo fu subito raggiunto come dimostrano la chiesetta e la lapide che, nella cripta della cattedrale, porta inciso il nome di Jacoboni.San Rocco terni

Nel giorno dedicato a San Rocco, il santo pellegrino e taumaturgo raffigurato sempre con un cane, amico fedele, l’occasione per una semplice ma sentita cerimonia è stata la consegna alla famiglia Belli (che è proprietaria del tempietto e che lo ha rimesso in sesto) di un drappo. Non antico, ma pur sempre con qualche anno sulle spalle. Raffigura appunto, la chiesetta e sotto la scritta “Rione San Rocco”. Era, in verità, il gagliardetto che precedeva il carro di maggio di quella località a mezza strada tra Stroncone e Terni, che partecipò al Cantamaggio negli anni Sessanta. Quel drappo fino al giorno di Ferragosto si trovava infatti nella sede dell’Associazione Borgo Garibaldi San Valentino, che ha voluto donarlo ed ha pure curato una mostra fotografica allestita nella chiesa.

Una chiesa povera, che vanta un solo affresco, raffigurante – ovviamente – san Rocco, attribuito a Paolo Barla che a Terni, tra l’altro, realizzò il celebre soffitto-arazzo della Madonna del Carmine. I frati carmelitani di San Valentino vi dicono messa ogni sabato pomeriggio.

Ma per il 2017 il giorno del santo è stato contrassegnato da una messa solenne, un piccolo rinfresco, un’occasione di stare insieme. Con la voglia recondita, e manco troppo, che si torni a fare in quel posto una festa di quelle classiche, di campagna, come accadeva anni fa: nocchie, porchetta, tiro alla fune, pentolaccia, “pesca” e fuochi d’artificio.

San Rocco
L’associazione San Valentino-Borgo Garibaldi ha donato il drappo per San Rocco

 

®Riproduzione riservata
Le foto sono state messe a disposizione 
dall'Associazione San Valentino-Borgo Garibaldi
Precedente Nel XIV secolo joint venture a Terni per gestire i molini Successivo Altrocanto e la guerra per la chiesetta di S.Antonio