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Sismano, un’occasione di sviluppo con l’oasi naturalistica

di ZEFFERINO CERQUAGLIA

Il feudo ex Corsini di Sismano, nel comune di Avigliano Umbro, è costituito da un’entità territoriale consistente, oltre mille ettari, che fa perno sul castello sito nell’omonimo borgo. Questo manufatto è stato realizzato nel basso medioevo, prima una fortificazione di dimensioni più contenute, poi nella forma attuale con l’acquisto da parte della famiglia Corsini nel 1607. Il castello, o fattoria come veniva chiamato dai coloni che erano impegnati nei poderi nei quali era organizzata l’azienda agraria, era il centro di vita sociale ed economica; tutto il borgo fu realizzato addossato al castello ed in funzione di esso, centro pulsante della vita dell’intera comunità nella quale pochissime e piccole erano le proprietà non appartenenti ai Corsini. Il castello era anche il centrio politico e amministrativo del territorio di Sismano, feudo baronale fino alla riforma del card. Consalvi nel 1816.

Il Castello di Sismano in un’immagine dei primi anni del ‘900

Il territorio circostante fu strutturato in poderi che venivano affidati ai coloni in regime di mezzadria; il podere era quindi una unità agraria autosufficiente per l’organizzazione del lavoro, la famiglia colonica era dimensionata sulle esigenze del podere come la casa e le strutture annesse ed il territorio ad esso assegnato rispecchiava nelle colture le necessità primarie ed uniche della famiglia del colono, anche 20/25 persone: grano, vino, olio, orto, allevamento del bestiame da lavoro, trasporto e da cortile, una porzione di bosco, l’approvvigionamento di acqua.

L’estensione del feudo e la sua posizione davano risalto ad altre sue potenzialità. Esso era passaggio obbligato nel medioevo della via amerina, il più rapido per Perugia nel tratto Amelia Todi; da ciò la presenza di numerose testimonianze archeologiche e storiche su tutto questo territorio. Il colle Casalini, con i suoi  586 m. slm,  dominava un vasto territorio, a 360 gradi, da Perugia ai monti martani e quelli amerini e sullo sfondo il Terminillo, dal lato opposto la valle del Tevere; su questo i resti del castello di Civitella Moglie Mala, centro abitato vigile su un vasto territorio e a tutela di una importante via di comunicazione. Alcuni anni or sono, quale amministratore comunale, ho avviato alcune pubblicazioni utili a presentare le caratteristiche storiche e ambientali di questa area; esse si aggiungevano agli  studi da me in modo autonomo effettuati volti ad illustrare il passato di questo nostro comune. Le più indicative pubblicazioni per conto del Comune  sono ‘Gli itinerari naturalistici e archeologici’ con mappa di percorsi sul fondamento della antica viabilità e ‘Gli itinerari storico artistici’; oltre a questi è sintesi visiva la ‘Mappa dei luoghi significativi del territorio di Avigliano Umbro’.

Come amministratori e come persone impegnate nella politica e nella ricerca abbiamo sempre tenuto a salvaguardare le caratteristiche peculiari di questa zona; per questo l’imposizione del vincolo paesaggistico e il contrasto alla speculazione che voleva creare un campo di pale eoliche con un irrimediabile dissesto ambientale ed un colpo esiziale all’anima di questo territorio. 

La campagna ed il castello presentano oggi ottime possibilità di sviluppo. Essi nella loro diversità costituiscono basi per suggestive ipotesi di lavoro. Non è mio compito, e non sono in grado di farlo, proporre ed  analizzare le iniziative di carattere economico. Credo che la nuova proprietà abbia progetti interessanti che valorizzano questo suolo con attività agrarie secondo la vocazione naturale di questa terra. Io mi limito ad alcune proposte nel settore storico, ambientale ed educativo.

 Il recente passaggio di proprietà ad un importante imprenditore umbro e le iniziative di valorizzazione economica dallo stesso avviate sono per noi motivo di soddisfazione in quanto possono consentire una valorizzazione ed una redditività in termini economici e per nuove professionalità in questo paese. Il lavoro in primo luogo, con moderne e rispettose tecnologie, per far crescere questa comunità. Il lavoro duro e oscuro dei contadini dell’azienda Corsini consentì a questa di affermarsi, nonostante le non favorevoli caratteristiche del suolo, nella cosiddetta ‘Battaglia del grano’ al tempo infausto dell’autarchia.

Oggi il tema straordinario che abbiamo di fronte è quello della conciliazione delle esigenze produttive nel mondo globale con la vivibilità dell’ambiente naturale ed antropico. Queste terre hanno per secoli rappresentato una società agreste fondata sulla mezzadria. La mezzadria non c’è più e non può essere resuscitata. La strutturazione fondiaria di questo ambiente ne conserva le tracce in modo evidente, anche grazie ai non riusciti tentativi di modifica. Ora si deve riorganizzare il sistema produttivo economicamente utile e socialmente valido. Le aziende non redditizie sono un danno in primo luogo per la società, anche perché le aziende hanno una responsabilità verso la comunità non solo per i motivi occupazionali ma anche per quelli più prettamente culturali ed educativi. La cultura e la formazione aiutano a guardare lontano, in questo sono alleate delle aziende che vogliono lavorare nel presente con obbiettivi lungimiranti. Inoltre la conservazione delle caratteristiche ambientali e storiche, la memoria del percorso della nostra società nel tempo  costituiscono il fondamento della nostra identità che ci pone nelle migliori condizioni per ricevere altre culture per confrontarci anche con la originalità dei nostri prodotti sul mercato mondiale. In questo senso si rafforza il processo di cambiamento anche nella utilizzazione del nostro suolo, si stabilisce una compatibilità tra le esigenze dell’economia che richiede prodotti buoni a prezzi competitivi con la impellenza del cambiamento nella continuità. Lavorare solo sul presente significa fare salti nel buio.

Per questi motivi si presentano al nuovo proprietario della ex azienda Corsini di Sismano alcune proposte che in modo ottimale potranno essere realizzate su questa proprietà che negli ultimi 50 anni non ha subito mutazioni dirompenti. Un progetto che nelle mani di un imprenditore umbro, che in questa regione ha attivato una impresa di rilevanza internazionale, potrà rinforzare i caratteri di questa regione sia come conservazione della memoria sia come stime e strumento per la educazione dei giovani.

Propongo pertanto oggi che ci si confronta su una iniziativa economica di eccezionale portata per il nostro comune e per la nostra regione di inserire nel progetto imprenditoriale una specifica azione che può essere definita ‘Oasi storico-naturalistica di Sismano’. Essa consiste nel creare spazi, strumenti e attività che nel contesto di una nuova coltura agraria possano rappresentare testimonianze di indagine sul passato e soprattutto argomenti per riflettere sui tempi lunghi, cioè pensare al futuro.

L’Oasi storico-naturalistica di Sismano può prevedere la seguenti azioni.

Nella campagna

  1. Ricerca archeologica e storico-naturalistica,
  2. Indagine sulle specie autoctone animali e vegetali,
  3. Ripristino con segnaletica degli antichi percorsi viari pedonali,
  4.  Salvaguardia e restauro delle antiche case coloniche con quadri illustrativi del podere mezzadrile,
  5. Segnalazione paesaggistica delle strade di accesso alle case coloniche e della viabilità comunale e interpoderale con la messa a dimora ai bordi di alberi di cipresso che da vari secoli ornano questo territorio,
  6. Restauro a rudere dell’antico borgo castello di Civitella Moglie Mala.

 Nel borgo

Altra area di intervento potrà crearsi all’interno del castello, di recente restaurato. Questo, pur se privato di tanti strumenti ed arredamenti, conserva intatto il suo fascino. Tutto il borgo, non a caso chiamato Borgo Corsini, è un tipico esempio di struttura urbanistico funzionale ad una organizzazione economica e sociale nel Medio Evo nota come economia curtense. Tale tipologia di convivenza si è protratta a Sismano inalterata fino al secondo dopoguerra e definitivamente conclusasi negli anni ’60 del ‘900; non è difficile ricostruire in piccoli spazi ambienti di quel tempo anche con le testimonianze degli antichi coloni. Sono tuttora ben visibili, nel castello e nel borgo, gli elementi portanti della società curtense, rinvenibili anche nella chiesa di S. Andrea Corsini.

Nel borgo si potranno ricreare i tratti funzionali più evidenti di questa piramide socio-economica. Le botteghe artigiane a servizio della fattoria e dei coloni: il falegname, il fabbro, il maniscalco, il mulino dell’olio, la cantina ora privata delle enormi botti, nonché altri luoghi di incontro e di servizio quali l’osteria, la bottega del calzolaio e quella del merciaio.

 Questa proposta, collaterale al progetto agrario, sarà utile a fini turistici, ma interessante per avviare percorsi di educazione ambientale e di sperimentazione didattica per ragazzi e per docenti utilizzando anche professionalità locali a servizio della scuola e dei visitatori. Dobbiamo produrre offerte turistiche con permanenze di più lunga durata in particolare nel turismo scolastico.

Un compito sicuramente impegnativo utile alla regione Umbria come modello di integrazione tra impresa economica e contesto storico-ambientale. L’esperienza di Solomeo sul versante artistico musicale ci sollecita a percorrere qui il tema storico-ambientale legato alla innovazione nella coltura agraria. Quindi integrazione tra iniziativa economica ecosostenibile e valorizzazione del paesaggio e della memoria storica

Avigliano Umbro 14 settembre 2018