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Sulla Somma “battaglia” nel tappone del Giro d’Italia 1928

Somma ciclismo

18 maggio 1928

La Somma fu la prima vera asperità della quarta tappa del Giro d’Italia 1928, la più lunga. 330 chilometri da Arezzo a Sulmona attraversando tutta l’Umbria, da Passignano sul Trasimeno alla salita delle Marmore.

I 247 corridori erano partiti da Arezzo a notte fonda; erano le 3 e 55 quando fu dato il via. Quando giunsero a Spoleto , dopo aver percorso 140 chilometri su strade per la quasi totalità sterrate e fangose a causa della pioggia che cadeva incessante quel giorno, erano le 9 e 48.

Per primo transitò Dinale seguito in fila indiana da tutto il gruppo. Cominciava la salita della Somma. A raggiungere il passo, a 669 metri di altitudine, impiegarono 32 minuti. S’era sganciato un gruppetto composto da Arduino, Aymo, Alfredo e Albino Bindfa, Giuntelli, Piemontesi, Piccin, Giacobbe, Brunero, Viarengo. Avevano due minuti di vantaggio, ma lungo la discesa furono ripresi da numerosi altri concorrenti, per cui a Terni in testa s’era formato un gruppo di cinquanta unità. Battaglia sulla salita delle Marmore, dove si avvantaggiò lo svizzero Pipez.

Poi via verso Rieti, con Pipez rassorbito nel gruppo di testa. Antrodoco e la seconda asperità impegnativa della giornata: Sella di Corno. Qui si decise la tappa. Alfredo Binda, il campione del mondo, attaccò e si avvantaggio insieme a Cavallini il quale dopo pochi chilometri fu costretto a una sosta a causa di una foratura. Binda rimase solo al comando riuscendo ad aumentare il vantaggio negli ultimi chilometri. al traguardo di Sulmona, arrivò da solo. Secondo, dopo oltre sei minuti, fu lo juniores Pancera

Così all’arrivo

1. Binda in 12.57’34” (media km,25,302); 2. Pancera (1. degli juniores) a 6’16”; 3. Chesi (1. degli indipendenti) a 9’44”; 4. Cavallini a 12’20”; 5. Aymo s.t;

La classifica dopo 4 tappe

1. Alfredo Binda; 2. Giuseppe Pancera a 10’16”; 3. Piemontesi a 12’52”; 4. Aymo a 14’30”; 5. Fontan a 22’19”.