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Terni 1464: monaci “allegri” nelle clausure, il Comune interviene

I monaci  Claustrali stavano esagerando: non si sa con precisione di cosa erano accusati, ma certo è che la loro era definita una “condotta riprovevole” di cui a Terni erano a conoscenza un po’ tutti. Alla fine il senato cittadino si sentì chiamato ad intervenire in difesa del buon costume e del pubblico decoro.

Riunitosi il 15 marzo 1464, decise di nominare una commissione incaricata di prendere di petto la questione visitando uno per uno conventi e monasteri ternani. Ad accompagnare la commissione sarebbe stato il Reverendo Padre Nicola, predicatore della Quaesima e nel caso si fosse notato che qualcosa non andava per il verso giusto la commissione avrebbe ammonito e redarguito “i traviati per ricondurli al buon sentiero”.

A far parte della commissione furono eletti quattro cittadini, Francesco Ugolini, Bartolomeo Mazzancolli, Ghibellino Paradisi, Venanzio Alessandrini, e quattro banderari: Ciancarotti, Vitale Falsetti, Angelo Andreani, Bernabeo Cercorelli

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