Crea sito

Terni 1480, Comune in crisi finanziaria: si nomina un podestà “fatto in casa”

La situazione di bilancio del Comune di Terni, in quell’anno 1480 iniziato da poco, era preoccupante. Il 1479 era stato un anno di spese ingenti seppur necessarie. Bisognava risparmiare, abbassare il livello delle uscite, come si decise nella riunione del consiglio di città del 13 febbraio.

Il primo risparmio che si propose fu quello sul podestà. L’ufficio era vacante e solitamente – anche perché lo prevedevano le norme in vigore – a ricoprire l’incarico era chiamato qualcuno di provata esperienza che non fosse cittadino di Terni.  Un podestà forestiero, però, costava caro perché oltre al suo onorario andava assicurato il suo mantenimento e quello di tutte le persone al suo servizio, persone di sua fiducia che di solito arrivano con lui da fuori città. Tanto per fare qualche esempio: per i sei mesi della durata dell’incarico (dopo di che il Podestà andava cambiato) il salario fu a partire dal 1387 di settecento fiorini d’oro “della valuta di quattro lire e nove soldi per fiorino”, senza considerare le regalie e i “diritti” che gli venivano corrisposti per i singoli atti di cui si occupava. Ingente era la spesa anche per tutta la sua “corte” composta da un Giudice collaterale, un capo della polizia, un notaio straordinario per gli attivi civili, uno per le cause penali; un terzo notaio per la giustizia civile ed un quarto per la conservazione degli atti di polizia. In più c’erano un cameriere di fiducia, sette uomini armati (chiamati birri) più un soldato a cavallo e alla bisogna due.

Il podestà era colui che amministrava la giustizia per conto del Comune che era retto dal sindaco e da sei priori.

Ebbene, per norma e consuetudine il podestà doveva essere forestiero proprio per la “delicatezza” del suo incarico. Ma quell’anno 1480 si decise di risparmiare prima di tutto su questo ufficio pubblico e nella riunione del 13 febbraio il consiglio dei cittadini determinò a ricorrere ad un supplente, laureato ma ternano. Lo si scelse tra i quattro che a Terni avevano le carte in regola per svolgere le funzioni di podestà e si fissò un onorario piuttosto risicato: sessanta fiorini per i sei mesi.

Naturalmente per derogare alla norma del podestà forestiero di dovette chiedere ed ottenere il consenso del papa. Cosa che avvenne.

Fonte: Lodovico Silvestri, “Antiche riformanze della Città di Terni”, A cura di Ermanno Ciocca- Ed. Thyrus, Terni, 1977