Terni 1501, disputa tra proprietari di molini per l’acqua del Cervino

Canale cervino

Agabito Castelli era stato convincente quando, nell’aprile del 1498, rivolse supplica al Comune di Terni per ottenere una derivazione di acque dal Canale Cervino. Gli serviva, spiegò per mandare avanti le pale di un mulino che aveva intenzione di costruire nella campagna al di là della Porta dei tre Monumenti.

Ma quando la questione si concretizzò, ci si accorse che portava danno all’attività di due molini preesistenti nei pressi di San Valentino e nella contrada Cospea i cui proprietari cominciarono a lamentarsi per la scarsità di acqua che, a causa della deviazione, ne derivava ai loro impianti.

Passarono tre anni, ma il 12 maggio 1501 le proteste avanzate da Pietro di Sante Monti, proprietario del molino di San Valentino, e dagli eredi di Franscescangelo Ranieri, i quali gestivano il molino di Cospea, venissero prese in considerazione e decretate meritevoli di essere soddisfatte.

Cosicché il consiglio cittadino decise che i diretti interessati sottoscrivessero un documento ufficiale in cui Agabito Castelli s’impegnava anche per i suoi eredi a mantenere il canale a sue spese per un periodo di dieci anni e che garantisse per lo stesso periodo che la portata del Cervino restasse la stessa esistente prima della concessione della derivazione a suo favore. In più si ordinò che sulla sponda del canale in coincidenza con la derivazione, si murasse una pietra sotto il pelo dell’acquase la ietra, pure in parte emergeva Castelli non avrebbe potuto utilizzare la sua derivazione.

Trascorsi i dieci anni, la famiglia Castelli avrebbe contribuito al mantenimento del canale Cervino per la quota che le spettava.

Anni dopo, comunque, fu necessario normalizzare la situazione costruendo un nuovo braccio del canale Cervino che andò proprio a servizio degli impianti molitori della zona sud-ovest del territorio comunale ternano: nasceva la forma di Cospea.

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Il nuovo braccio del Canale Cervino


Fonte: Lodovico Silvestri, “Collezione di memorie storiche tratte dai protocolli delle antiche riformanze della città di Terni dal 1387 al 1816″.Ristampa a cura di Ermanno Ciocca. Terni 1977, Ed. Thyrus.