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Terni 1629: pene severe per chi alleva porci in città

Il divieto era in vigore già da più di quattro anni, essendo stato emesso alla fine di settembre del 1625.

Ma i ternani sembra non ci volessero sentire da quell’orecchio e della disposizione secondo la quale era fatto divieto assoluto a chi abitava in città di allevare porci, si decise che era necessario applicare pene più consistenti.

E fu così che il 22 novembre 1629 la Congregazione Consiliare del Comune di Terni tornò sull’argomento. Decidendo appunto di inasprire le pene per chi non osservasse l’obbligo. Fu votata all’unanimità la proposta  che “si esseggisca la maggior pena che sia stabilita con altre resoluzioni contro quelli che tengono li porci dentro la Città senza rispetto alcuno et acciò siano in contumacia se ne facci bandi per luoghi soliti della Città”.

Si aggiungeva che “la nettezza cittadina e la pubblica giene esiggono che sia richiamato alla più stretta osservanza cotesto bando”.

Fonte: Lodovico Silvestri, “Antiche riformarnze della Città di Terni”, A cura di Ermanno Ciocca- Ed. Thyrus, Terni, 1977