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Terni 1733: grandi mangiate per bloccare l’epidemia di morbo catarrale

Clemente XII

Ai primi di marzo del 1733 un’epidemia di morbo catarrale stava creando non pochi problemi ai cittadini di Terni che ne risultavano afflitti per la stragrande maggioranza. La cura prescritta dai medici era di mangiare cibi sani, nutrienti e in abbondanza, essendo questo l’unico comportamento che era considerato efficace per la prevenzione.

Il problema era, però, che si era giunti ormai al periodo del digiuno quaresimale, il quale veniva osservato strettamente in una città pia come Terni, ma che cozzava contro la prescrizioni mediche. Salvare il corpo o salvare l’anima? Era questo il dubbio.

Il consiglio cittadino girò la questione al papa. Il 9 marzo del 1733, riunita l’assemblea, si dette ùmandato al Magistrato si inviare una supplica a Clemente XII perché concedesse dispensa dall’obbligo di mangiare di magro. Il papa aderì alla richiesta, ma limitatamente al consumo di latticini e uova. Carne niente, anche per i non molti che potevano permettersela.

Fonte: Lodovico Silvestri, “Antiche riformanze della Città di Terni”, A cura di Ermanno Ciocca- Ed. Thyrus, Terni, 1977