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Terni 1972: “Lu Rusciu”, vigile implacabile multato da un collega: ma lo denuncia per abuso

Chi la fa l’aspetti. Un vigile urbano implacabile che non guardava in faccia a nessuno e quando rilevava una violazione andava avanti come un caterpillar, tanto che era diventato famoso a Terni negli anni Settanta del secolo scorso:  “Lu Rusciu” lo chiamavano, a causa del colore dei capelli. Alla fine toccò anche a lui. Un collega mise il foglio della contravvenzione sotto il tergicristallo della sua automobile parcheggiata in un vicolo che sbucava su piazza Solferino, proprio dietro quello che allora era ancora il palazzo municipale. Ma il vigile contravvenzionato, “Lu Rusciu” non si scompose più di tanto. La contravvenzione gliela aveno fatta il 9 ottobre 1972. Lui ci lavorò su per qualche settimana e il 13 dicembre si prese la propria soddisfazione: presentò denuncia al Comando dei Vigili urbani, “asserendo che nel comportamento del suo collega poteva concretarsi il reato di falso ideologico – riferivano i giornali dell’epoca – in quanto avrebbe sostenuto falsamente la sua violazione al codice della strada”. Secondo quanto riferito dai quotidiani vigile implacabile si chiamava Angelo Romani, in realtà fecero confusione perché “Lu Rusciu” al secolo era Romano Angeli.

In quel vicolo era in vigore il divieto di fermata segnalato da due cartelli: il cartello posto sulla destra della strada era all’inizio del vicolo (che era a senso unico) mentre quello di sinistra era stato spostato a piazza Solferino. Il vigile multato sosteneva di aver parcheggiato proprio sul lato sinistro e quindi, secondo la denuncia presentata, l’auto di Romani non poteva considerarsi in divieto di sosta perché la segnalazione era stata posta –a parere del denunciante – in maniera irregolare e tale da non permetterne l’esatta interpretazione.

La notizia, comunque, fu riferita sulle pagine nazionali del quotidiani perché il vigile urbano ternano protagonista della vicenda, era già assurto agli onori della grande cronaca per una serie di denunce che aveva presentato nei confronti del sindaco di Terni, di alcuni assessori e dei dirigenti del mattatoio comunale, i quali finirono davanti al Tribunale (e condannati ad una multa) oltre ad essersi reso protagonista di interventi clamorosi come il sequestro di tutti gli autobus della  azienda comunale dei trasporti pubblici.

Il comando dei vigili urbani di Terni, per non sapere né leggere né scrivere, inoltrò la denuncia direttamente alla Magistratura.