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Tutto Pullia, raccontando la vita in un libro di poesie

Anche se raccoglie una buona parte della produzione poetica di Francesco Pullia, “…poi s’infiammò la parola” il suo ultimo libro (ed.Mimesis) “non è un’antologia di liriche scritte dagli anni Settanta ad oggi – informa l’autore nella premessa – E’, invece un libro tutto nuovo e continuativo (da qui i puntini di sospensione nel titolo) scaturito, oltre che da inediti, dalla rilettura e riscrittura di versi editi”.
Non un’antologia, ma lì dentro, dentro quel libro c’è “tutto Pullia”, anche quello dei romanzi, degli scritti filosofici, dei racconti. Perché, in quelle poesie, è lui, l’autore che “si racconta”, che esprime tutte le sue convinzioni, ci dice chi è oltre a raccontarci cose della vita.
Se lo incontri per strada, Francesco, anche se non lo hai mai visto prima azzardi subito: è un filosofo o un poeta. Non perché abbia un’aria trasognata – anzi! – ma perché già dalla sua figura e dalla presenza fisica “scaturisce ( come dice del suolibro di poesie) ciò che è dentro, le sue scelte di vita, l’orientamento religioso e la passione per l’India, l’amore inteso come universale verso tutti gli esseri viventi. Un amore in cui un posto speciale spetta ai suoi genitori, alla moglie Paola. Cui si aggiunge Chicco, il gatto di casa Pullia, essere vivente preferito – insieme ad alcuni altri appartenenti al “regno animale” – che molto spesso (se non sempre) Pullia considera più degli umani.
O almeno di alcuni. Ma semmai solo per colpe loro.