Il Cantamaggio dei “metallurgici” del 1966

Il carro degli studenti Itis nel 1966

TERNI MIA

mANNI

di LORENZO MANNI

Era il Cantamaggio del 1966. La quinta metallurgici dell’Istituto Industriale chiese l’autorizzazione al Preside Quercia per allestire un carro di Maggio all’interno dei laboratori e partecipare alla sfilata del 30 aprile. Parti così la prima esperienza di quei giovani (alcuni proseguirono negli anni successivi collaborando nei gruppi maggiaioli di quartiere oppure del dopolavoro della fabbrica). Il primo “problema” fu che al corso per metallurgici non c’erano studentesse, ma un carro maggiaiolo senza belle ragazze non poteva reggersi: così trovammo un “gemellaggio” con la quinta del corso di chimica e la questione fu risolta.

Il carro non aveva molte pretese dal punto di vista scenografico però consentì di rafforzare il legame di amicizia fra quegli studenti che successivamente si sono ritrovati per i 25 ed i 50 anni dal diploma. Grande e prezioso fu il contributo di “maestria” dell’insegnante tecnico pratico De Luca che guidò la realizzazione sovraintendendo a tutte le operazioni , dalla piegatura dei ferri, alle saldature, alla lavorazione della cartapesta, la realizzazione dell’impianto elettrico, al reperimento delle batterie per l’alimentazione etc. Il rimorchio su cui venne allestito il carro venne trovato da uno studente la cui famiglia era molto nota per l’attività circa il commercio e la manutenzione di automobili in città. Le conoscenze di De Luca recuperarono anche il trattore e trattorista per la sfilata. I costumi, compreso il labaro, furono forniti da Silvana, una sarta pantalonaia, conosciuta da alcuni studenti che si servivano da lei per i “pantaloni alla Celentano”.

Il carro rappresentava un mulino a vento (le pale erano azionate manualmente dall’interno) ed era preceduto da una scultura in tondino di ferro che rappresentava la testa di un toro. Nell’idea di quegli studenti il mulino rappresentava l’Olanda (anche come auspicio per una futura unità europea), paese dei fiori, e la testa del toro naturalmente il maggio.

Così la sera del 30 aprile il carro mosse da via Cesare Battisti verso il corso del Popolo. Ad attendere il carro sul palco di piazza del popolo c’era nientepopodimenoche Nunzio Filogamo che l’accolse al grido: “ed ecco a voi il carro degli studenti con il loro simbolo: il toro”.

Nunzio Filogamo

Il carro non ebbe un grande successo fra la giuria, c’erano maggiaioli veramente bravi ad allestire i carri in quella competizione, ma per quegli studenti sfilare sopra un carro in mezzo alla gente ed alla città significò una grande soddisfazione. L’allora ente del turismo elargì un rimborso a quel carro. I ragazzi , tolte le spese si ritrovarono a cena presso ” Lu Somaru” in piena spensieratezza.

Dopo un breve tempo affrontarono gli esami di stato . Ulteriori esperienze di carri allestiti dalla scuola avvennero solo dopo molti anni , ma con organizzazione , sensibilità, propaganda e mezzi molto più efficienti del naif del 1966.