Moscatello e marmellata per “addolcire” Francesco Sforza

Moscatello

Moscatello, frutta e marmellata: furono offerti dai ternani al Duca Francesco Sforza, per addolcirne le intenzioni minacciose con le quali s’era presentato con le sue truppe a ridosso delle mura della città. Era il 4 febbraio 1434 e lo Sforza era in marcia verso Roma per far guerra al papa Eugenio IV. Aveva, in verità, cercato di far sì che Terni fosse sua alleata, ma ancora l’accordo non era stato raggiunto quando i soldati del Duca arrivarono.

Moscatello
Il ponte di Porta Sant’Angelo

Per far fronte al pericolo ed evitare che la città e i campi nei suoi dintorni fossero mesi a ferro e fuoco, una delegazione di cittadini si recò al campo e per dimostrare la propria “amicizia” offrì una serie di golosità allo Sforza mentre provvedeva al vettovagliamento dei soldati: “In quattro e quattr’otto – spiegarono i legati ternani – è il meglio che siamo riusciti a mettere insieme”. Il moscatello, in effetti, come vino non era proprio il meglio, essendo ottenuto aggiungendo acqua ai raspi e alle bucce dell’uva.

Per concludere un accordo pacifico, però, tutto questo non bastò. Lo Sforza chiese anche che fosse  ricostruito quel ponte che avrebbe consentito alle sue truppe di marciare più speditamente verso Roma. Come fai? Gli dici di no? Il ponte era crollato di recente ed era quello che a Porta Sant’Angelo scavalcava la “forma nuova”. Subito ci si mise all’opera. E così i ternani se la cavarono.

 

Fonte: Lodovico Silvestri, “Collezione 
di memorie storiche tratte dai protocolli 
delle antiche riformanze della città 
di Terni dal 1387 al 1816". 
Ristampa a cura di Ermanno Ciocca. 
Terni 1977, Ed. Thyrus.

 

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