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1788, per evitare scandali chiuso con un cancello vicolo di “Corso Vecchio”

Teatro comunale Terni
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Nel 1788 quello che oggi è conosciuto come il Teatro Comunale di Terni, era ancora la sede del forno pubblico. Essendo stato quello stesso palazzo sede del Municipio ternano, vi era ancora l’abitazione del Magistrato, ossia il “sindaco” del tempo. Un palazzetto che sorgeva a fianco del forno fu venduto dal conte Leoncilli che ne era proprietario ad un tal Francesco Borretti. Tra le due costruzioni rimaneva uno spazio aperto, un vicoletto che conducva ad un piccolo cortile e che dava sulla strada principale, la via Corriera, oggi corso Vecchio. Quella era la strada principale della città, al tempo, per cui Borretti chiese di mettere un cancello chiuso a chiave “all’oggetto di evitare scandali”. Un cancello di legno con due chiavi, una che sarebbe stata tenuta dallo stesso Borretti il quale avrebbe consegnato l’altra al Magistrato. Borretti si rivolse al Comune perché voleva costruire uno dei pilastri che avrebbero sorretto il cancello in terreno di proprietà comunale.

Il Consiglio cittadino, il 1. Novembre 1788, approvò la richiesta, ma volle che un terza chiave fosse messa a sua disposizione riservandosi il diritto di aprire il cancello ed accedere al cortile “ogni qual volta l’avesse ritenuto opportuno”.

Fonte: Lodovico Silvestri, “Antiche riformarnze della Città di Terni”, A cura di Ermanno Ciocca- Ed. Thyrus, Terni, 1977