1809, Papigno e Miranda aggregati a Roma? Terni dice no a Napoleone

Il giorno di Ferragosto 1809, finalmente, il Comune di Terni ebbe soddisfazione e si vide riassegnare i Castelli di Papigno e Miranda.

Il 1809 era l’anno in cui, annesso lo stato del Papa e quindi anche l’Umbria, all’Impero francese di Napoleone, si era proceduto a disegnare una nuova organizzazione amministrativa, che aveva avuto un’anticipazione con l’avvento della Repubblica Romana del 1799.papigno

L’organizzazione territoriale stabilità dalla Repubblica Romana era, infatti, sul modello di quella francese con dipartimenti e cantoni. L’Umbria era divisa nei dipartimenti del Trasimeno e in quello del Clitunno il quale ultimo comprendeva anche parte dell’odierna provincia di Rieti. Il resto dello stato della Repubblica Romana faceva parte del dipartimento del Tevere. Il capoluogo del Trasimeno era Perugia, quello del Clitunno era Spoleto.

I dipartimenti erano a loro divisi in tre distretti e nel caso del Clitunno, erano i distretti di Foligno (che comprendeva i cantoni di Assisi, Foligno, Spello, Todi e Trevi), il distretto di Rieti (con i cantoni di Castelvecchio, Maliano, Poggio Mirteto, Poggio Nativo, Rieti) e il distretto di Spoleto (con i cantoni di Spoleto, Cascia, Norcia, Spoleto, Terni Narni, Amelia).

La caduta della repubblica Romana portò alla cancellazione, da parte del papato, di quella suddivisione amministrativa che fu riproposta col Governo napoleonico.

Il dipartimento del Clitunno, però, fu cancellato e il suo territorio fu diviso tra il dipartimento del Trasimeno e quello del Tevere.

I francesi, nel decidere sulle carte geografiche il confine tra il dipartimento del Tevere e quello del Trasimeno tracciarono una linea orizzontale che considerava come linea di confine tra i due dipartimento il corso del fiume Nera. Terni finì nel dipartimento del Trasimeno, mentre Papigno e Miranda, che sorgevano sul versante opposto del fiume, entrarono a far parte del dipartimento del Tevere che poi cambiò nome e divenne il Dipartimento di Roma.

C’era però il tempo sufficiente per avanzare una sia pur timida richiesta di ripensamento. Il Municipio di Terni, presentò un’istanza alla Consulta dimostrando che Papigno e Miranda dai tempi più antichi facevano parte del territorio ternano e che erano strettamente collegati, nei loro interessi, proprio con Terni. Si faceva presente che era più logica una loro appartenenza al dipartimento del Trasimeno e non a quello di Roma.

Il giorno di ferragosto del 1809 arrivò la risposta: va bene, dissero i francesi, e Papigno e Miranda tornarono a essere ternani.

 

 

Fonte: Lodovico Silvestri, “Collezione
di memorie storiche tratte
dai protocolli delle antiche riformanze
della città di Terni dal 1387 al 1816″.
Ristampa a cura di Ermanno Ciocca.
Terni 1977, Ed. Thyrus.
Precedente Mendogni, con la Morini, è primo al circuito di Spoleto 1954 Successivo Sant'Anastasio, un vescovo di Terni avvolto nel mistero