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1953: al Circuito dell’Acciaio Liberati primo battendo Masetti

I corridori a Cervara: al centro, col numero 39, Libero Liberati

Vinse Libero Liberati, ma a far notizia fu Umberto Masetti che nell’edizione 1953 del circuito motociclistico dell’Acciaio, si classificò secondo aggiudicandosi il titolo italiano della classe 500. Masetti era un campione dal carattere spigoloso ed era in rotta con la casa per la quale correva, la Gilera come Liberati. Ma quella mattina del 20 settembre 1953 si presentò al via a Viale Brin, a Terni.
Aveva appena fatto la pace col commendator Gilera, forse pensando che era disdicevole, per lui, buttare alle ortiche un campionato italiano che aveva quasi in  tasca. Il circuito dell’Acciaio Motociclistico quell’anno era valido come ultima prova di campionato.Fu un 4 luglio, il giorno della nascita ufficiale di una corsa che fa parte della memoria storica di Terni: il 4 luglio 1948, per cui, nel 1953 era diventato un appuntamento sportivo di un certo prestigio. L’organizzazione era del Moto Club Terni, sodalizio che vantava una tradizione consistente, essendo stato costituito nel 1925 da alcuni soci del circolo cittadino l’Unione.

Circuito acciaio liberati guzzi dondolino
Liberati con La Guzzi “Dondolino”

Finita la seconda guerra mondiale il Moto Club Terni dimostrò immediata vitalità, e già nell’ottobre del 1945 cominciò ad organizzare corse per motoleggere –  gli “schizzetti” le chiamavano a Terni – sulla pista in cemento dello stadio Brin. Nel 1946 si organizzò il circuito delle Ferriere e dopo due edizioni si passò ad una gara più “strutturata” da disputare su un circuito stradale lungo dieci chilometri: partenza da viale Brin, proprio davanti a quella che oggi è la sede del Moto Club di Terni “Liberati-Pileri”, per percorrere la strada Valnerina, salire su nell’abitato di Papigno e scendere verso Terni da Campomicciolo fino a ponte Garibaldi, poi il Lungonera fino alla curva a destra che davanti alle scuole industriali immetteva sul rettilineo d’arrivo di viale Brin. Manco  a dirlo vinse Libero Liberati, con la Guzzi. Il ternano volante non riuscì a ripetersi nel 1949, perché rimasto appiedato: primo fu così il pugliese Angelo Tomassicchio, su Guzzi.
Se quella del 1953 è stata l’edizione di cui si è parlato di più sui giornali dell’epoca per il fatto di Masetti, la più spettacolare fu forse l’edizione del 1951. Due le classi che si schierarono al via: la 250 e la 500. La 500 in verità ebbe poca storia perchè Libero Liberati passò in testa al secondo giro e non fu più ripreso, anche se i concorrenti non erano certo gli ultimi arrivati ma campioni di nome. Liberati percorse i quindici giri di quel circuito tortuoso alla media di oltre 103 chilometri orari e precedette sul traguardo Valdinoci, staccato di un minuto e 12 secondi; Colnago (a 1’e 37) e Luigi Alberti che fu primo fra le Guzzi dopo le tre Gilera.
Molto più tirata fu la corsa delle 250, col romano Bruno Francisci e Alano Montanari, entrambi su Guzzi, che si dettero battaglia dalla prima all’ultima curva, quando nello svoltare a destra sul rettilineo d’arrivo Francisci superò per l’ennesima volta il pilota cesenate e vinse con un solo secondo di vantaggio. Terzo fu Noè, con una Parilla, ad oltre quattro minuti.
Del circuito dell’Acciaio motociclistico, si sono disputate in totale dieci edizioni, l’ultima delle quali, quella del 1972, vide vittorioso un altro ternano: Fosco Giansanti, su Yamaha 250. Il tracciato era molto diverso, essendo stato ricavato utilizzando viale dello Stadio e le strade tra i giardini della Passeggiata e la zona di San Martino.

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