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Terni 1491: dopo otto anni ricostruita la torre dell’orologio in piazza


Alla fine il Municipio ternano si decise: da otto anni, ormai, era crollata la torre campanaria, che allora si chiamava “Torre de Pubblico Orologio”, del palazzo del governatore pontificio.  Fu quella la prima volta che rovinò a terra la torre con l’orologio sulla piazza principale, nel palazzo che diventò secoli dopo sede del municipio e che oggi ospita la biblioteca.

Insomma: la torre era crollata e si aspettava da un po’ troppo tempo a prendere la decisione di ricostruirla, perché la spesa si annunciava piuttosto pesante da sostenere. Ma, ormai nell’ottobre 1491 i soldi erano stati approntati non c’era altro tempo da aspettare, non solo per una questione di decoro e di pubblica utilità (l’orologio), ma anche perché quello era pur sempre il palazzo del Governo Pontificio che era meglio rispettare.

Il 2 ottobre 1491 si firmò così il contratto d’appalto col capomastro Francesco Bartolomei di Pietrasanta che abitava a Foligno. L’opera muraria sarebbe stata eseguita – recitava il contratto di appalto – secondo quanto stabilito nella pianta e nel disegno fornito dalla Deputazione incaricata della sorveglianza dei lavori. Che al capomastro folignate sarebbero stati pagati 45 carlini per ogni canna quadrata di muro (2,22 metri quadrati), della “grossezza” di due piedi (73 centimetri). Una bella cifra, in totale. Cui andavano aggiunte le spese concordate nei contratti d’appalto stipulati con lo scalpellino fiorentino Mastro Sante per i travertini lavorati di porte e finestre, e con il fornitore della calce.

 

Fonte: Lodovico Silvestri, “Collezione

di memorie storiche tratte dai protocolli

delle antiche riformanze della città

di Terni dal 1387 al 1816″.

Ristampa a cura di Ermanno Ciocca.

Terni 1977, Ed. Thyrus.