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Terni 1585, anni di trattative per ricostruire il campanile del Duomo

Nel 1585 il campanile del Duomo di Terni era ormai da troppo tempo in rovina. Era necessario ricostruire una struttura “che tanto era di ornamento alla città”. Già nel settembre di tre anni prima il Capitolo della Cattedrale aveva chiesto l’intervento del municipio affinché assumesse su di sé la spesa necessaria. Ed in effetti il Consiglio dei Pacifici aveva in quella occasione deliberato un sussidio di cento scudi. Ma in quegli anni, susseguenti la rivolta dei Banderari cui erano seguite durissime sanzioni per la città, le decisioni del Consiglio dei Pacifici dovevano essere approvate dal general Comizio. Il quale respinse la decisione per la povertà delle casse comunali.

La richiesta di contributo fu di nuovo avanzata qualche mese dopo, nel gennaio del 1583. Ma il Capitolo della Cattedrale dovette accontentarsi soltanto di una promessa di buoni uffici presso il papa Gregorio XIII affinché decidesse lui nella propria “Sovrana Munificenza” di elargire un qualche aiuto pecuniario.

I buoni uffici non ebbero alcun esito se nel gennaio 1585 il Capitolo tornò alla carica. ll vescovo Girolamo Petroni intervenne in prima persona e rivolse la stessa richiesta al Consiglio offrendo la collaborazione del Capitolo del Duomo. Il quale si dichiarava pronto a sostenere le spese per la costruzione del campanile fino alla piramide se il Comune si fosse impegnato a realizzare quest’ultima.

A quel punto da parte del Municipio si decise di nominare due consiglieri con il compito di intavolare le trattative col vescovo con l’intenzione di soddisfare i suoi desideri.

Fonte: Lodovico Silvestri, “Antiche riformanze della Città di Terni”, A cura di Ermanno Ciocca- Ed. Thyrus, Terni, 1977