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1448: il papa concede a Terni il castello di Perticara, ma è stato distrutto trent’anni prima

In effetti, nel 1448, il castello di Perticara ormai non esisteva più. Era stato raso al suolo nel 1414 dai ternani stessi, allora alleati di re Ladislao, il quale concesse loro in dono il territorio pertinente. Lo avevano distrutto fin dalle fondamenta. Il papa Nicolò V nel 1447, per la verità, confermando le decisioni di Ladislao, ribadite a suo tempo ai suoi predecessori , concesse il pieno e libero possesso del castello al Municipio di Terni, insieme alle terre annesse, a titolo di vicariato perpetuo della Santa Sede, pretendendo però un canone di una libbra di cera lavorata (quaranta baiocchi) l’anno, che andava versata nel giorno dei santi Pietro e Paolo.

Ma visto che il castello era stato distrutto il municipio di Terni dedusse che il canone non andasse corrisposto, o quantomeno così era per aver avuto quei territori in dono. Ma così non la pensava l’amministrazione pontificia tanto che aveva istruito un processo per la morosità di Terni. Ma al processo fu riconosciuta la liceità del comportamento del municipio per cui il Cardinale Di Piacenza, prefetto del Governo, con propria sentenza, il 5 ottobre del 1448, decise assoluzione dalle pene e dalle censure ecclesiastiche cancellando ogni procedimento contro Terni.

FONTE

Lodovico Silvestri, “Antiche Riformanze della città di Terni”, a cura di Ermanno Ciocca. Ed Thyrus.

Fonte Elia Rossi Passavanti, “Intermana dei Naharti”, ristampa anastatica a cura di Vincenzo Pirro, Lit. Stella Terni 2002

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